Per introdurre la responsabilità estesa del produttore (EPR) per i tessili è stato scelto lo strumento della direttiva.
Esiste sicuramente il rischio di recepimenti diversi. Lo abbiamo segnalato nella consultazione pubblica sulla bozza di decreto italiano, sia in riferimento alle definizioni che all’allegato dei prodotti inclusi che differiscono dalle indicazioni europee. All’interno del Textiles PRO Forum, la piattaforma europea informale dei consorzi del tessile, come Erion Textiles siamo coordinatori della task force “Armonizzazione” per condividere le definizioni e delle linee guida comuni da portare nelle discussioni nazionali per i rispettivi recepimenti in modo da semplificare gli adempimenti per i Produttori di abbigliamento presenti su più mercati.
Sempre su questa linea, siamo al lavoro su un progetto finanziato dal programma LIFE per supportare la Commissione europea nella recente Single Market Strategy tramite la valutazione dell’introduzione di un registro unico europeo per semplificare gli adempimenti e le registrazioni ai fini EPR per i produttori attivi su più filiere e su più mercati.
È una scelta corretta per la quale abbiamo lavorato insieme alle principali associazioni europee perché venisse introdotta nelle ultime versioni della norma. Non è nulla di diverso da quanto avviene nelle altre filiere ed è un requisito proposto per permettere ai Produttori, che importano i capi di abbigliamento in un Paese europeo per poi trasportarlo in un altro Paese europeo, di finanziare la gestione del fine vita solamente nel Paese in cui il prodotto è stato venduto e non nella nazione di “transito”.
Osservando quanto avviene nelle altre filiere EPR, l’esperienza dei sistemi individuali non ha portato a pratiche particolarmente virtuose.
Inoltre, come suggerito da altri attori da voi intervistati, la possibilità di introdurre una soglia minima di quota di immesso sul mercato in capo ai Consorzi consentirebbe di costruire un sistema più robusto ed efficiente evitando eccessive frammentazioni.
Sì, in generale la bozza di decreto ministeriale (DM) posta in consultazione risulta in linea con la bozza di Direttiva, anche se abbiamo osservato alcuni disallineamenti, a partire appunto dalle definizioni fino al ruolo dei Consorzi e alla gestione dei rimborsi per le esportazioni. Inoltre, nella bozza di DM non abbiamo trovato le previsioni, presenti nella bozza di Direttiva, dedicate alla qualità del trattamento e alle spedizioni rifiuti.
Altri aspetti invece andrebbero indirizzati dal decreto perché la bozza di Direttiva non li tratta, come ad esempio le semplificazioni per le iniziative di raccolta effettuate direttamente dai distributori.
Infine, si evidenzia che la presenza dei produttori di materie prime e semilavorati all’interno della governance del Centro di Coordinamento per il Riciclo dei Tessili (CORIT) andrebbe a complicare ulteriormente il coordinamento del sistema e potrebbe addirittura generare situazioni di conflitto di interessi. Ciò in quanto tali soggetti, come ribadito più volte nel decreto, non rientrano giustamente nella definizione di Produttori e non contribuiscono al finanziamento del sistema.
Sarebbe quindi più opportuno che questi soggetti, in luogo della partecipazione agli organi consortili del CORIT, costituissero un comitato consultivo incaricato di fornire supporto informativo e di indirizzo al CORIT e ai sistemi di gestione.
di Daniele Di Stefano
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