Mentre l’Europa accelera nella definizione delle regole per il futuro dell’EPR tessile, la transizione ecologica del settore della moda si trova a fare i conti con un ostacolo frenante: la frammentazione burocratica. Gestire la Responsabilità Estesa del Produttore su scala internazionale significa oggi scontrarsi con un labirinto di registrazioni, scadenze e requisiti che variano profondamente da uno Stato membro all’altro. Un mosaico normativo che appesantisce i processi aziendali anziché agevolare la circolarità.
Per rispondere a questa esigenza di semplificazione, durante il Textiles PRO Forum è stato presentato il nuovo Studio “Toward harmonised Textile EPR Systems in Europe: analysis and recommendations”. La ricerca, coordinata da Viola Corbellini, Strategic Development and Innovation Expert di Erion Textiles, ha mappato le richieste e le procedure adottate da 12 sistemi collettivi in 11 Paesi europei.
L’obiettivo del lavoro è chiaro: analizzare i modelli attuali per individuare opportunità concrete di armonizzazione e definire un “nucleo comune” di regole e processi standardizzati.
I dati emersi dalla ricerca confermano la totale assenza di un approccio uniforme a livello europeo. Le discrepanze toccano ogni fase del processo di compliance.
Sul piano della registrazione, le tempistiche oscillano tra finestre aperte tutto l’anno e obblighi di iscrizione preventiva, gestiti attraverso piattaforme e canali totalmente differenti. La reportistica presenta scadenze delle dichiarazioni che variano da annuali a mensili, senza standard comuni sul livello di dettaglio richiesto per tracciare il riciclo o la riparabilità dei materiali. Anche i pagamenti seguono modelli asimmetrici, con differenze su scadenze, acconti e metodi di calcolo dei contributi ambientali.
Una frammentazione che non solo aumenta il carico burocratico per brand e retailer, ma riduce la comparabilità dei dati a livello europeo, indebolendo l’efficacia stessa dei controlli.
Tra le priorità individuate dal report per superare l’attuale stallo burocratico figurano: definizioni più chiare degli obblighi dei produttori, un insieme di dati uniforme per le registrazioni, calendari di reportistica allineati, canali semplificati per le piccole imprese e sistemi digitali interoperabili.
“In Erion Textiles crediamo che la compliance debba essere efficace, ma anche semplice e scalabile per le aziende che operano sui mercati europei” ha dichiarato Viola Corbellini. “Partecipare a questi confronti internazionali significa contribuire attivamente a costruire un sistema più armonizzato e supportare brand, produttori e retailer nell’affrontare gli obblighi EPR con maggiore chiarezza, permettendo loro di concentrarsi sulla reale transizione circolare”.
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