Quello di Ecomondo è diventato negli anni un appuntamento importante in Europa e nel bacino del Mediterraneo per chi si occupa di green, blue and circular economy. Tra i tanti contenuti nella quattro giorni di manifestazione, – che in questa 28esima edizione si terrà dal 4 al 7 novembre, alla Fiera di Rimini – un caposaldo degli ultimi anni è stato il tessile: un tema caldo sia in termini di normativa, con le ultime novità del settore, che di ricerca e innovazione cui, non a caso, dal 2021 è dedicata un’area ad hoc. Si tratta del Textile District, uno spazio espositivo che coinvolge tutti gli attori della filiera e propone un ricco palinsesto di eventi mirato a catalizzare l’attenzione verso un modello più sostenibile del settore.
Scopriamo meglio, attraverso la guida di Silvia Gabellini, Senior Sales Account di Ecomondo, come ha avuto origine l’idea del distretto e quali sono i passi che ha compiuto nel tempo per arrivare ad essere un’area di scambio per i principali stakeholder della filiera.
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“Quando l’Europa ha cominciato ad affrontare il delicato problema del rifiuto tessile, – racconta Silvia Gabellini – Ecomondo ha creato il Textile District. Il progetto nasce nel 2021 come un punto di incontro strategico per i principali attori della filiera, creando un ambiente dinamico di scambio e collaborazione”.
Il distretto ha una duplice anima: qui trovano spazio sia aziende espositrici che lavorano per portare innovazione e sostenibilità nella filiera tessile attraverso nuove tecnologie, sia seminari tematici che trattano argomenti di enorme importanza strategica.
Negli anni l’area si è affermata, lo dicevamo, come un punto di incontro strategico per gli attori della filiera, quello che Gabellini definisce il place to be se si parla di transizione green nell’industria tessile: “La filiera del tessile sta vivendo una fase di grande cambiamento ed adattamento alle nuove normative che parlano di sostenibilità. Le realtà che hanno partecipato e collaborato con il Textile District in Ecomondo ne riconoscono la strategicità in quanto uno dei punti di forza del progetto è proprio quello di essere inserito dentro uno degli eventi più grandi al mondo dove il focus è proprio la sostenibilità”.
Già nel 2021 era presente all’interno del distretto un’area istituzionale di rappresentanza con partner che ad oggi mantengono viva la collaborazione, come la Next Technology Tecnotessile, uno dei principali centri di ricerca con sede a Prato, e UNIRAU, associazione nazionale che raggruppa le aziende impegnate nella raccolta, nel riuso e nel riciclo di indumenti usati. “Anno dopo anno, – prosegue Gabellini – abbiamo sviluppato il progetto posizionandolo nel cuore del settore merceologico dedicato alla valorizzazione dei materiali, stretto accordi con media partner, coinvolto associazioni nazionali e internazionali così come i consorzi di categoria, presenziato eventi di settore e aperture di nuovi impianti sul territorio nazionale, investito su brand identity, marketing e comunicazione, potenziato i contenuti proposti dal nostro Comitato Tecnico Scientifico (CTS)“.
di Silvia Santucci
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